Musical Monday

Musical Monday ∼ Hadestown

Ben ritrovati Lettori al secondo articolo di oggi 😀
Non potete immaginare quanto io sia orgogliosa della rubrica che stiamo inaugurando in questo momento. Credo sia fondamentale per ogni blogger aggiungere un tratto distintivo al lavoro che svolge online. Lo sapete, amo i libri… ma ho anche tante altre passioni: la fotografia, per esempio (a cui do libero sfogo su instagram), o il disegno che mi rilassa nei momenti più stressanti, ma – fra tutte le più longeve – la musica e il teatro, che mi accompagnano sin da piccola.
Ecco perché nasce Musical Monday, una rubrica bisettimanale che tratterà di musical (principalmente Broadway o West End) e del mio rapporto con questo mondo così spettacolare. Spero vi piaccia 😍

Oggi parliamo del pluripremiato musical HADESTOWN, attualmente a Broadway e dal prossimo anno in tour per tutta l’america 🖤 buona lettura! 

Hadestown 

Profumo inebriante di New Orleans e il suo profondo jazz, una fresca carezza di pop e tanto folk: sono queste le chiavi sonore scelte dalla cantante indie americana Anais Mitchell per dare vita al celebre amore di Orfeo e Euridice sul palco di Broadway. Vi presento HADESTOWN, due atti di musica e mito, speranze e delusioni, sentimenti e proteste. 

Quattordici nomination ai Tony Awards e ben otto portati a casa, fra cui Miglior Musical, Miglior colonna sonora originale e Miglior Regia. Un traguardo niente male, considerando il viaggio di ben tredici anni prima del debutto nella culla teatro musicale a New York.

Hadestown è un musical coinvolgente, di grande impatto emotivo, quasi minimalista sulla scena (se confrontato con altri spettacoli dello stesso genere), ma ricco sull’impianto musicale.
Il proscenio ligneo e la band dal vivo in piena vista rappresentano dettagli di grande gusto e impreziosiscono la scena senza mai sovrastarla.

Se personaggi come Ermes, narratore sagace e ospite d’eccezione, Ade, Re infernale, affascinante e manipolatore, e Persefone, Regina costretta a una vita spezzata a causa del suo amore per il dio degli inferi, riempiono il palco e non fanno mai dubitare del proprio ruolo nella storia, con Orfeo e Euridice non si hanno le medesime certezze e sensazioni.

I due protagonisti mancano di quel grado di profondità in più che li avrebbe resi davvero perfetti. Le loro musiche, romantiche e commoventi, restano quasi sempre nello stesso range tematico, non scavando più a fondo come invece mi sarei aspettata di vedere. Nonostante ciò la bravura dei due attori Eva Noblezada e Reeve Carney sopperisce in buona parte alla mancanza di spessore, donando sul palco molta più tridimensionalità ai personaggi che interpretano. Arduo sarà il compito di chi li sostituirà in futuro.

Per non parlare di André De Shields, che per la sua magistrale interpretazione del messaggero divino Ermes si è aggiudicato il Tony come miglior attore non protagonista.

In conclusione, se passate per New York, una tappa al Walter Kerr Theatre è assolutamente d’obbligo.

Due storie d’amore così intrecciate e meravigliosamente musicate meritano di essere viste almeno una volta nella vita. Rimarrete ammaliati dalla (quasi inconsapevole) semplicità di questa opera che, scena dopo scena, lirica dopo lirica, racconterà d’amore, di vita, di morte e di tutto ciò che l’uomo, mortale o divino, è disposto a fare quando questi tre giganti entrano in ballo.

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