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Blog Tour “Piccole Donne” – Piccole Donne Crescono

Buongiorno miei dolci Lettori!
Benvenuti alla terza tappa del Blog & Instagram Tour in collaborazione con @librimondadori, dedicato all’edizione OSCAR DRAGHI [@oscarvault] dei quattro libri di Piccole Donne.

L’articolo di oggi, come anticipato dal titolo, è dedicato a Piccole Donne Crescono, secondo volume della serie. Da bambina non ero una grande lettrice – volendo essere sinceri, detestavo leggere, soprattutto se costretta a farlo – ma con Piccole Donne è stato diverso. Fra me e le sorelle March si è creato un legame speciale: sin dalla prima pagina mi sono sentita parte della loro famiglia, della loro storia.

Crescendo poi, proprio Piccole Donne Crescono è diventato il mio preferito fra i romanzi della Alcott. Jo si è rivelata sempre più lo specchio di me stessa, piuttosto che una sorella (come le altre March). Mi rivedo in lei, nella sua caparbietà e schiettezza, nella fame di scrittura e fantasia, nell’uragano di emozioni che le agita l’anima, nel carattere forte, indipendente, quasi solitario ma dalla gigantesca capacità di amare. Ma ora basta preamboli e passiamo alla recensione ❤️

Sono trascorsi tre anni dalla fine di PICCOLE DONNE.
La Guerra di Secessione ha avuto fine e il signor March è a casa, sano e salvo, con la famiglia. La dolce Beth è guarita, ma il suo fisico non si è più ripreso dai duri colpi inflitti dalla scarlattina. Anche John Brooke è tornato dal suo anno di servizio al fronte, congedato in seguito a una ferita. Una volta guarito ha trovato lavoro come contabile e questo gli consente finalmente di sposare l′amata Meg e darle una casa.

Ed è proprio dal matrimonio di Meg e John che riprende la narrazione. Se nel primo libro la storia copre l′arco temporale di un solo anno, da Natale a Natale, qui le vicende saranno molto più diluite nel tempo. 

Piccole Donne Crescono è infatti il romanzo del cambiamento, di nuove avventire fuori dalle mura di casa March.
Meg va a vivere con John e dà alla luce due gemelli. Amy viene scelta dalla zia Carrol per accompagnarla nel suo viaggio in Europa. Jo, inizialmente amareggiata dall′essere stata lasciata a casa dopo i (lunghi e noiosi) mesi spesi a tenere compagnia alla zia, decide di partire per New York inseguendo il suo sogno di scrittrice. Beth, troppo debole per muoversi, resta a casa, l’unico posto dove si è sempre sentita felice. 

Questo secondo libro è molto più “adulto” rispetto a Piccole Donne. Ci sono indipendenza e desideri al centro della narrazione, così come la certezza che nella vita non tutto può andare come vorremmo. È qui che si insinua la nota dolceamara di Beth e la malattia che gradualmente la spegne. Sono la famiglia e l’amore il motore della rinascita, quella molla che spinge ogni March ad andare avanti, a trovare la propria strada. 

Non tutti condividiamo gli stessi sogni. Non tutti cerchiamo di raggiungere i medesimi obiettivi… C’è chi ha più fortuna, chi trova una strada più breve, chi deve sudare mille camice e darsi da fare il triplo degli altri. Ciò che accomuna tutti è la ricerca di vera felicità.

Se la famiglia March può insegnare qualcosa al Lettore è che arrendersi è l’unico passo da non fare mai. Il destino ci attende, sempre, basta solo corrergli incontro e desiderarlo con tutto il cuore. 

Vi invito  seguire le altre tappe del tour,
per scoprire la bellezza di
tutto il ciclo delle Piccole Donne!


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