La Lettrice si racconta...

My dear October #9

Caro Ottobre,
Qualche ora fa stavo scrivendo una lettera del tutto diversa da questa – e prometto che la leggera, magari domani  o fra qualche giorno – ma, mentre quelle parole scorrevano sul foglio bianco, ho realizzato una cosa e non posso non parlartene. 

Sai, forse sembra strano, ma non ho mai scritto direttamente a me stessa. Hai presente quelle lettere in cui parli con il te del passato (o del futuro) dando preziosi consigli di vita?  Ne avrò lette a centinaia cosi. Sono come un viaggio nel tempo, avanti o indietro, il cui solo scopo è rassicurare sulla fortuna che abbiamo avuto, asciugare lacrime versate per persone o occasioni sbagliate, consigliare ciò che immaginiamo sia meglio per gli anni che verranno. 

Ecco, io lettere così non le ho mai scritte e credo mai lo farò. Non darmi della cinica, lo sono già abbastanza senza che qualcuno me lo ricordi… È che credo nel valore dell’errore. Sono certa che le esperienze, belle o brutte, siano tanto rare quanto preziose per formare chi siamo e chi dovremmo diventare.
Se definissi me stessa un puzzle a cui il Destino sta ancora giocando, credi andrebbe bene?

Non sarei chi sono se non fossi stata chi ero ieri…. perché mai dovrei dirmi di non esserlo, di non preoccuparmi, di stare tranquilla, di non piangere (o magari di farlo) perché tanto andrà tutto bene? Lo scoprirei da sola, domani o fra un mese o fra un anno. O chissà quando. Ma lo farò. 

Ecco, mio dolce Ottobre, se mai ne avessi bisogno prendimi a sberle, abbracciami, sgridami o fammi sorridere. Ma lasciami sempre essere chi sono, è nel mio destino. 

Conto su di te,
Gaia

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