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Blog Tour “Notre Dame de Paris ” – Notre Dame con gli occhi di un ragazzo

Buongiorno Lettori del mio cuore! Oggi per voi la terza dappa del tour dedicato alla nuova edizione Oscar Draghi @oscarvault di Notre Dame de Paris di Victor Hugo!

A me l’onore di confrontare il classico ottocentesco francese con una delle sue trasposizioni più belle, il musical @ndpitalia 💕 ⠀

Poche cose colpiscono dritte al cuore come la storia di Quasimodo e Esmeralda. Due anime sfortunate, schiave di una vita che non hanno scelto, vittime di un mondo ingiusto, bugiardo e crudele. Hugo scrive pagine ricche di personaggi iconici, di Storia, di dettagli e minuzie architettoniche, trasformando la bianca pietra della Cattedrale parigina nel silente spettatore di amori, dolori, vizi e virtù dell’uomo. ⠀

Secoli dopo quella stessa pietra “si fa statua, musica e poesia” nell’incontro d′arte fra Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, diventando al contempo sfondo e protagonista del musical campione d’incassi NOTRE DAME DE PARIS. ⠀

La potenza di questa storia è quasi impossibile da descrivere. ⠀

Hugo racchiude tanto l’orrore quanto l’incanto dell’esistenza umana nel binomio fra la deformità esteriore di Quasimodo e l’antitetica e inconsapevole bellezza della sua anima innocente. Lui sordo e muto, cresciuto nel buio della solitudine e disprezzato da tutti per il suo aspetto, scopre l’amore nel primo vero atto di dolcezza che riceve. Così la bella e ingenua Esmeralda, già oggetto di desiderio e ossessione per vari uomini, si innalza a essenza d’amore per lo storpio campanaro. 

Per quanto più asciutto di dettagli per necessità di copione, con qualche differenza di trama e decisamente carico di maggior poesia nella rappresentazione di alcuni personaggi, il musical rispecchia magistralmente il cuore e il valore del romanzo. ⠀⠀

Il duo Cocciante-Plamondon, arricchitosi nella versione italiana del libretto di Pasquale Panella, dà vita a uno spettacolo imponente, che cattura lo spettatore dalla prima nota. 

Innegabili sono le scelte artistiche fatte per rendere la storia più “appetibile” al pubblico. Nel musical Clopin viene trasformato nel paladino dei clandestini tagliati fuori dal mondo, mentre nel romanzo è velato di un aura molto più spietata — basti pensare al reale passato di Esmeralda e a come lei sia giunta alla Corte dei Miracoli.
Il musicale Febo invece viene dipinto come uomo dal cuore diviso, spinto dalla passione fra le braccia della gitana, mentre per Hugo il capitano delle guardie è nettamente diverso: cinico, bugiardo e senza scrupoli, certamente non innamorato, ma mosso da mero desiderio fisico verso Esmeralda. 
Da me poco apprezzato nel romanzo, ma adorato profondamente nel musical è il poeta e filosofo Gringoire: forse grazie a modifiche nella trama, alle meravigliose liriche che canta o perché non è solo personaggio della storia, ma anche narratore (quasi) esterno delle vicende, la sua figura affascina e rapisce.
Volgendo lo sguardo al celebre prelato della storia, Frollo perde buona parte delle sue caratteristiche – fratello compreso – nella traslazione musicale, ma la sua natura più profonda rimane inalterata e questa cosa l’ho sempre apprezzata molto. 

Quasimodo e Esmeralda sono i personaggi che probabilmente “guadagnano” di più nel passaggio al mondo musicale. Il primo perde sordità e mutismo per dare voce a musiche stupende, inni alla diversità, al dolore dell’emarginazione e all’amore non corrisposto. La seconda si sveste dell’ingenuità e di quella fastidiosa superficialità che a tratti la contraddistingue nel romanzo, ricevendo in cambio una nota di dolce spensieratezza, che ben si amalgama alla sua naturale sensualità e ai puri sentimenti che il personaggio prova nel corso dello spettacolo. 

In conclusione, ci troviamo davanti due chiavi di lettura molto diverse, specchio del tempo in cui sono state create, che raccontano una storia complessa, sofferta e difficile che mai smetterà di lasciare un segno indelebile nel cuore di chi ne entra in contatto.

Vi invito  seguire le altre tappe del tour:

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